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Spilamberto, Vignola, Levizzano Rangone (Castelvetro)
SPILAMBERTO
Il castello di Spilamberto sorse nel 1210 come avamposto militare del Comune di
Modena. Tuttora il centro urbano conserva l'impianto tipico del borgo murato di
nuova fondazione, articolato in lunghe schiere parallele di edifici intersecate
da strade ortogonali. Delle antiche fortificazioni restano ancora in piedi un
tratto delle mura perimetrali collegato a una torre d'angolo, la porta d'accesso
al borgo protetta da ponte levatoio e un imponente torrione trecentesco,
all'intemo del quale si trova una cella segreta, rimasta nascosta per secoli, le
cui pareti sono interamente coperte di graffiti. Scritte e disegni narrano la storia di un prigioniero che nel Cinquecento occupò
la cella, Messer Filippus detto "il diavolino", la cui tragica vicenda, fatta di
amori proibiti e di amari rimpianti, è raccontata in rima. A guardia del confine
col territorio bolognese i modenesi eressero una roccaforte difensiva che nel
Quattrocento venne ricostruita secondo i canoni dell'architettura militare del
tempo. L'edificio conserva ancora l'originario impianto quadrilatero
caratterizzato da torri sporgenti agli angoli e da due corpi avanzati nei quali
sono ricavate le entrate, un tempo dotate di ponti levatoi. Successivamente la
rocca abbandonò la sua funzione militare per essere adibita a residenza
signorile e di conseguenza la sua architettura si modificò con l'aggiunta di
nuovi corpi di fabbrica, la sopraelevazione dell'intero edificio all'altezza
delle torri, la tamponatura degli sporti e l'apertura di ampie finestre, mentre
preziose pitture fiorirono sui muri interni ed esterni.
VIGNOLA
Solenne e maestosa, la rocca di Vignola domina ancora oggi l'antico borgo
raccolto ai suoi piedi, memore del suo passato guerresco di "sentinella del
Panaro" e insieme splendida dimora gentilizia. Le alte torri, gli accessi dotati
di ponte levatoio, l'apparato a sporgere e il fossato ne testimoniano l'antica
funzione di roccaforte militare, mentre le ampie finestre, il loggiato e i
pregevoli affreschi che la ornano ne ricordano l'utilizzo residenziale. La rocca
ha un'origine antichissima, da alcuni riportata al IX secolo. Per prima sorse la
possente Torre Nonantolana, mastio originario della fortificazione, che ancora
domina l'intera struttura. Nei secoli al nucleo primitivo si aggiusero altri corpi di fabbrica, che
conferirono all'edificio l'attuale impianto quadrilatero dotato di torri agli
angoli. Fra Quattro e Cinquecento il fortilizio venne potenziato con l'aggiunta
di nuove difese, tra le quali un fortino semicircolare denominato "rocchetta", e
contemporaneamente venne adattato ad esigenze residenziali dai Contrari, nobile
famiglia ferrarese a cui gli Estensi avevano concesso in feudo il territorio d i
Vignola. L'intero edificio venne allora sontuosamente dipinto sia all'esterno
che all'interno tanto che, come ricorda un cronista, "la grazia della pittura
sembrava gareggiare con la. maestà del fortilizio". Oggi la decorazione esterna
è andata in gran parte perduta, mentre gli ambienti interni sono ancora
preziosamente omati da affreschi risalenti alla prima metà del Quattrocento,
opera di artisti di ambito estense. Splendida è la decorazione delle sale "di
rappresentanza" situate al piano terra: filo conduttore dei dipinti, che coprono
interamente pareti e volte, è il rapporto di alleanza e amicizia che lega fra
loro le casate dei Contrari e degli Estensi. Tra eleganti decori vegetali si
insinuano animali simbolici, motti dal significato tuttora misterioso e stemmi
delle due famiglie, dipinti con straordinaria maestria e perfettamente
conservati. Il piano nobile, un tempo appartamento privato dei Contrari,
presenta ambienti di rara bellezza, tra i quali spicca la piccola cappella,
dipinta con temi sacri da un non ancora identificato "Maestro di Vignola",
certamente uno dei più grandi artisti al servizio degli Estensi nella prima metà
del Quattrocento. Di grande suggestione sono i camminamenti di ronda, che
percorrono l'intero perimetro della rocca collegando fra loro le tre torri: la
Nonantolana, la Torre delle Donne, un tempo adibita a carcere femminile, e la
Torre del Pennello, così denominata perché anticamente era sormontata da un
torricino simile alla punta di un pennello. 
LEVIZZANO
Secondo un'antica tradizione la torre del castello di Levizzano, che ancora oggi
viene detta "matildica", sarebbe stata costruita per volere di Matilde di
Canossa, che fu signora di queste terre tra l'XI e il XII secolo. In realtà
l'origine della torre potrebbe essere ancora più antica, visto che un primo
nucleo fortificato esisteva in questo luogo fin dal IX secolo e nel 1038 è
documentata la presenza di un castello circondato da mura. In quest'epoca il fortilizio si configurava probabilmente come un semplice
recinto protetto da un fossato, entro il quale dovevano trovarsi diversi edifici
tra i quali la cappella castellana. Col tempo il nucleo primitivo si ampliò e si
dotò di ulteriori difese, tanto che nel Trecento il complesso comprendeva almeno
due torri, il palazzo feudale e diverse costruzioni di servizio. Verso la fine
del Cinquecento fu costruita l'attuale chiesa, oggi sconsacrata, al posto della
più antica cappella. Il palazzo feudale conserva interessanti affreschi
cinquecenteschi e pregevoli soffitti a cassettoni dipinti, mentre all'interno
della torre rimangono alcune tracce pittoriche in un locale probabilmente
adibito a cappella. Di grande interesse è un passaggio sotterraneo di origine
antichissima, tuttora percorribile, che collegava il palazzo alla
torre.
INFO Spilamberto - Ufficio Cultura del Comune di
Spilamberto -Tel. 059 789964 Nel torrione è allestito un museo archeologico
(Antiquarium). www.comune.spilamberto.mo.it Vignola - Fondazione
Cassa di Risparmio di Vignola -Tel. 059 775246 www.fondazionecrv.it www.comune.vignola.mo.it Levizzano - Ufficio Cultura
del Comune di Castelvetro -Tel. 059 758818 Attualmente il palazzo è chiuso.
E’ visitabile la corte. www.comune.castelvetro-di-modena.mo.it

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