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Montefiorino, Roccapelago (Pievepelago), Sestola
MONTEFIORINO La rocca di Montefiorino si eleva maestosa sulla vetta dì un alto monte che
sovrasta le vallate dei torrenti Dolo e Dragone. Per la sua posizione
privilegiata, fin dai tempi più remoti il luogo fu probabile sede di una
fortificazione posta a guardia delle vie di comunicazione che conducevano ai
valichi appenninici. Già in Epoca Preromana, infatti, ai piedi di Montefiorino passava un importante
percorso che nel tempo fu ampliato e consolidato per divenire nel Medioevo una
delle principali strade di collegamento con la Toscana: la via Bibulca, così
detta perché abbastanza ampia da permettere il transito di due buoi aggiogati.
L'attuale fortilizio è frutto di una secolare vicenda di costruzioni,
distruzioni e successive ricostruzioni, iniziata nel lontano 1170 quando per
prima apparve, sulla cima del monte, la poderosa torre divenuta poi mastio del
castello. Eretta dai Montecuccoli, potenti feudatari dell'Abate di Frassinoro,
essa fu ben presto circondata da altre costruzioni che diedero vita ad un munito
nucleo fortificato. Ridotta notevolmente in altezza, rispetto agli oltre venti
metri originali, la torre conserva ancora l'antico portale sopraelevato, che
nella chiave di volta reca una croce a rilievo. Gli altri corpi di fabbrica, che
formano il compatto volume quadrilatero della rocca, si dispongono attorno a una
corte rettangolare, cinta su tre lati da un'aerea loggia che sovrasta un
porticato posto a piano terra. Qui si apre l'ingresso alla "Sala della
Ragione", un tempo destinata all'amministrazione della giustizia, sul cui
portale è scolpito uno stemma dei Montecuccoli risalente al XIV secolo.

ROCCAPELAGO
Il castello di Roccapelago sorge a più di mille metri di altezza su di uno
sperone di roccia che, staccandosi dal fianco del monte Rocca, domina l'ampia
valle del Pelago. Questa ardita ed impervia altura, imprendibile e naturalmente
fortificata, costituì la dimora e il centro del potere politico e
giurisdizionale del leggendario Obizzo da Montegarullo, potentissimo feudatario
del Frignano, capo del partito guelfo e dunque in perenne lotta contro la
fazione ghibellina dei Montecuccoli. Sullo scorcio del Trecento Roccapelago fu teatro di sanguinosi scontri e lunghi
assedi nel contesto di un aspro conflitto che vide il coinvolgimento degli
Estensi, dei Fiorentini e dei Lucchesi. Con la sconfitta di Obizzo e il tramonto
della dinastia dei Montegarullo iniziò anche il declino di Roccapelago e del suo
castello, che verso la fine del Cinquecento fu trasformato in complesso
chiesastico: la sala d'armi del palazzo feudale divenne la chiesa di San Paolo e
gli edifici ammessi furono convertiti ad uso di canonica e locali parrocchiali.
Nonostante le trasformazioni subite, la struttura dell'impianto fortificato è
ancora perfettamente leggibile nei suoi elementi essenziali, compresa la cinta
muraria il cui perimetro è tuttora evidente. Dalla piazza del borgo una stradina
s'inerpica sulla vetta, verso quella che anticamente era l'area castellana,
girando attorno al nucleo un tempo adibito a corpo di guardia e sboccando in uno
spiazzo sul quale prospettano le diverse costruzioni che componevano il
castello. II corpo di fabbrica principale, ora occupato dalla chiesa, si
allinea sul ciglio più scosceso della rupe, affacciandosi verso la valle col suo
profilo più alto. Una montagnola di sassi squadrati coperta di vegetazione è
tutto ciò che rimane del mastio. Il borgo che sorge ai piedi del castello
conserva un architrave ti i recupero, di certo proveniente dalla rocca,
risalente al Tre-Quattrcento, sul quale sono scolpite due teste umane. Nel volto
maschile la tradizione ha sempre voluto vedere il ritratto di Obizzo da
Montegarullo.

SESTOLA

La prima menzione del castello di Sestola compare in un diploma dell'anno 753
col quale Astolfo, re dei Longobardi, dona la fortezza all'Abbazia di Nonantola.
Le origini del castello sono però molto più antiche: si ritiene infatti che su
questo sperone di roccia, alto più di mille metri e a picco sulle valli del Leo
e dello Scoltenna, fosse presente una fortificazione fin dalla preistoria.
Contesa durante il periodo medioevale tra Modena ghibellina e Bologna guelfa,
Sestola nel Trecento entrò a far parte dei domini degli Estensi, che la eressero
a capitale della Provincia del Frignano l'aspetto attuale del castello
rispecchia la struttura conferitagli nella seconda metà dei Cinquecento per
volere del duca Alfonso II, nonostante le modifiche e le sovrapposizioni
intervenute nei secoli. La parte più antica della rocca posta a strapiombo sulla
vallata nel punto più alto del complesso e culminante con una robusta torre
quadrangolare. Tale nucleo originario mantiene ancora intatto il suo aspetto
fortificatorio: si compone infatti di diverse costruzioni unite tra loro in un
unico blocco compatto, caratterizzato da elementi tipicamente difensivi, come la
torre semicilindrica che sporge dal Palazzo del Governatore e domina a tutto
campo lo spazio circostante. Questa prima fortezza si ampliò nel tempo con
l'aggiunta di nuove costruzioni fino a comprendere, verso la fine del Medioevo,
la chiesa di San Nicola e diversi edifici pubblici e privati, tutti circondati
da una cinta muraria. Quando il centro abitato si spostò ai piedi del monte, la
fortezza arroccata sulla cima accrebbe sempre più la sua importanza militare,
tanto che nel Cinquecento fu potenziata per meglio resistere all'impatto delle
nuove armi da fuoco e l'intero complesso fu circondato da nuove mura a stella,
erette secondo i canoni della più moderna ingegneria militare. Nello stesso
periodo, all'interno del nuovo perimetro bastionate, sorsero diversi edifici,
alcuni dei quali non privi di un certo pregio architettonico come la Torre
dell'Orologio o la Palazzina del Comandante. Di grande interesse è la chiesa di
San Nicola, che conserva l'abside romanica del XII secolo. All'interno presenta
pregevoli affreschi quattrocenteschi, opera del pittore lucchese Tommaso
Ribechino.
INFO Montefiorino - Comune di Montefiorino - Tel.
0536 965139. Il castello ospita il Museo della Repubblica di Montefiorino. La
via Bibulca è oggi un senlicro segnalato e dotato di punti di sosta e aree
attrezzate. Si creda la guida “Sentieri della Luce” a cura della Provincia di
Modena. Roccapelago - Associazione Pro-Rocca - Tel. 0536 71890-71278 o
Comune di Pievepelago - Tel. 0536 71322. Nella rocca è allestita la "Mostra
storica sulle orme di Obizzo da Montegarullo", aperta su prenotazione. www.comunitamontana-del-frignano.emr.it Sestola -
Ufficio del Turismo - Tel. 0536 62324. La rocca ospita il Museo degli
strumenti musicali meccanici e il Museo della civiltà montanara. www.comune.sestola.mo.it
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